25 Marzo: Capodanno Pisano

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25 Marzo: Capodanno Pisano

Messaggio da SteU » venerdì 10 marzo 2017, 11:30

Il Capodanno Pisano "ab Incarnatione Dòmini"

[Il calendario pisano si trova scritto anche come Stile dell'Incarnazione al modo Pisano o semplicemente Stile Pisano.]



Le sue origini.

Al tempo dell'Impero Romano l'inizio dell'anno coincideva con le calende di marzo, vale a dire con il primo giorno del mese. Quando Quinto Fulvio Nobiliore ebbe la necessità di diventare console, tale data fu anticipata alle calende di gennaio. Fu Giulio Cesare, nel 45 a.C., a codificare questa innovazione, fissando l'inizio dell'anno con il 1° gennaio.

Nel periodo del solstizio d'inverno, che all'epoca era il 25 dicembre, si celebrava invece il riallungarsi delle giornate, il trionfo della luce sul buio. La Chiesa trasformò poi questa festa pagana in festa cristiana, ricordando in quel giorno la nascita di Gesù Cristo.

Caduta Roma nel 476 d.C. e finite le invasioni barbariche, nel Medioevo nacquero le libere Repubbliche e i liberi Comuni. Così molte città italiane elaborarono diverse unità di pesi e misure, coniarono monete proprie, istituirono proprie leggi e tasse e crearono anche propri calendari, tornando in molti casi a far coincidere l'inizio dell'anno con un evento od una festività primaverile.

I Pisani, almeno fin dal X secolo, decisero di far coincidere l'inizio dell'anno con l'Annunciazione (e quindi l'Incarnazione di Gesù), ossia 9 mesi prima del 25 dicembre. Si ottenne così l'Anno Pisano ab Incarnatione Domini (o Christi, o Dei), in anticipo sul calendario comune. Il 25 marzo diventò il primo giorno del nuovo anno solare, che si sarebbe poi concluso il 24 marzo successivo. Il primo documento datato in stile pisano (abbreviato "s.p.") risale al 985.

La data del 25 marzo ha una doppia valenza: ci ricorda l'Annunciazione alla Vergine (a cui peraltro è intitolata la Cattedrale alfea) ed è prossima all'equinozio di primavera, che vede il risveglio della vita dopo i rigori invernali.

Proprio per quest'ultima ragione il mese di marzo fu scelto da molte altre città e Paesi per sancire l'inizio dell'anno: dall'Inghilterra alla stessa Roma, dalla Francia alla Russia. Come Pisa, anche Siena e Firenze scelsero il giorno 25, calcolando però un anno di ritardo rispetto alla città alfea.

Il calendario pisano restò in vigore per secoli anche nelle terre appartenenti alla Repubblica di Pisa: la costa fra Portovenere e Civitavecchia, Gorgona, Capraia, Elba, Pianosa, Corsica, Sardegna, Baleari, Gaeta, Reggio Calabria, Tropea, Lipari, Trapani, Mazara, Tunisia, Algeria, Egitto, Palestina, Siria, la città di Azov (nel Mare omonimo, sulla foce del fiume Don) e infine Costantinopoli, l'attuale Istanbul.

Questo calendario durò fino al 20 novembre 1749, giorno in cui il Granduca di Toscana Francesco I di Lorena ordinò che in tutti gli Stati toscani il primo giorno del gennaio seguente avesse inizio l'anno 1750. Quindi lo Stato Pisano, formato grosso modo dalle attuali Province di Pisa e di Livorno, si uniformò all'uso del calendario gregoriano come il resto della Toscana.

Negli anni '80 del Novecento si tornò a parlare di questa festa alfea ed oggi il Capodanno Pisano è sempre più atteso e festeggiato, con numerose iniziative culturali che precedono e seguono la data del 25 marzo, ed anche conviviali con il tradizionale Cenone di San Romolo del 24 marzo (l'equivalente di San Silvestro...) a base di ricette tipiche pisane nei ristoranti della Città.

Il recupero storico del capodanno nel ventesimo secolo e dunque negli anni 80 fu possibile grazie allo studio e alla passione per Pisa del concittadino Paolo Gianfaldoni che, preso dalla curiosità per le cose pisane che già lo avevano portato negli anni precedenti a scrivere 26 pubblicazioni inerenti la vita cittadina, dopo una serie di accurate ricerche, nel 1983 scrisse due articoli che furono pubblicati su “La Nazione“ e su “Vita Nova“ ed un servizio TV, grazie ai quali fu riportata dopo anni all’attenzione dell’intera città una tradizione ormai dimenticata, nella quale si faceva riferimento proprio al raggio di sole che spuntava il 25 marzo di ogni anno in Duomo ed illuminava una mensola da cui un’antica tradizione faceva decorrere l’inizio dell’anno pisano. Se il recupero quindi è da ricondurre a Gianfaldoni, possiamo dire che la valorizzazione dell'evento sia stata opera di Umberto Moschini insieme ad altri collaboratori e concittadini.

Oggi come ieri l'inizio dell'Anno Pisano è scandito da una sorta di orologio solare: a mezzogiorno di ogni 25 marzo un raggio di sole penetra nel Duomo da una finestra rotonda della parete meridionale, attraversa la navata centrale e colpisce un uovo di marmo sopra una mensola posta sul pilastro accanto al pergamo di Giovanni Pisano, sul lato opposto. Il nuovo Anno Pisano non comincia sotto i migliori auspici se le nuvole, durante o dopo tale ora, impediscono al sole di entrare in Cattedrale...

La Festa è preceduta da un corteo storico che, composto da rappresentanti dell'antica Repubblica Marinara, delle due Parti divise in Magistrature, di associazioni ed istituzioni di Pisa e provincia, si snoda per le vie della Città ed entra in Duomo al suono di tamburi e chiarine: non è folclore né rievocazione, ma una vera festa devozionale del Popolo Pisano che con i mezzi e i modi tramandatigli dalla Sua storia gloriosa rende omaggio alla Vergine Maria nel giorno dell'Annunciazione. Alla Madonna di Sotto gli Organi, immagine veneratissima da secoli, sono offerti ceri, olio votivo e fiori (la Giunchiglia, ossia il narciso, fiore tipico del risveglio della Natura e simboleggiante la nuova Vita che s'incarna nel seno della Vergine). Si tiene quindi una breve cerimonia religiosa che termina alle 12 esatte quando il Sindaco di Pisa pronuncia la frase rituale: "A maggior gloria di Dio, e invocando l'intercessione della Beata Vergine Maria e di San Ranieri nostro Patrono, salutiamo l'anno ... [uno in più rispetto al calendario comune]".

La Salve Regina cantata coralmente suggella il momento di preghiera.

Curiosità: le festività del Capodanno alfeo (25 marzo) e del patrono di Pisa San Ranieri (17 giugno) cadono sempre nello stesso giorno della settimana!

La mensola illuminata è sorretta da un piccolo uovo di marmo. L'uovo, simbolo di vita, di nascita, di una storia senza fine... come quella della nostra amata Pisa.

[Fonte: Ferruccio Bertolini, Federico Bonucci e Massimo Adami]

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Re: 25 Marzo: Capodanno Pisano

Messaggio da SteU » venerdì 10 marzo 2017, 11:35

[Dal volantino distribuito nella Cattedrale ogni anno dagli "Amici di Pisa"]
[Raccomandazioni per l'interno del Duomo]

Cari Pisani, cari Ospiti,

nel darvi il benvenuto nella chiesa Cattedrale di Pisa - o chiesa Primaziale, in ricordo della primazia, oggi solo onoraria, che l'arcivescovo di Pisa (appunto il Primate) aveva su Corsica e Sardegna nel Medioevo - vogliamo ricordarvi alcuni semplici concetti che stanno alla base della cerimonia che ci apprestiamo a vivere oggi, 25 marzo.

1. Ricordiamoci che siamo in chiesa ed è pertanto necessario osservare un rispettoso silenzio e limitare al massimo l’inevitabile brusio dovuto alla gran quantità di persone;

2. Il Capodanno Pisano è una festa religiosa che celebra l’Annunciazione alla Vergine Maria e quindi l’Incarnazione di Gesù Cristo. Dal Medioevo i Pisani considerarono così importante questo giorno da elevarlo a inizio del nuovo anno. E noi lo celebriamo, oggi come ieri.
Sono quindi da evitare parole vuote, superficiali e inappropriate come kermesse, manifestazione, folclore, rievocazione, edizione.
Lo stesso dicasi per le altre Feste Pisane, come la Luminara, San Ranieri, il 6 Agosto, ma anche il Gioco del Ponte e le Regate: che siano o meno eventi legati a ricorrenze religiose, sono FESTE del Popolo Pisano. Il concetto di “festa” è molto più ampio e profondo rispetto a quello di “manifestazione”, perché sottende il coinvolgimento di tutti, senza distinzione tra attori e spettatori.

3. Proprio per questo, la partecipazione festosa dei figuranti nei costumi storici rappresentanti le antiche istituzioni alfee, delle associazioni con i loro gonfaloni, dei cittadini pisani e della provincia, che entrano nella Primaziale dopo aver sfilato per le vie di Pisa con bandiere, tamburi e chiarine serve a solennizzare la Festa e a comunicare la gioia e la devozione del Popolo Pisano a Maria Vergine.
Bandiere, tamburi e chiarine sono gli strumenti - parti integranti della Festa - che la tradizione secolare ha tramandato ai Pisani per esprimersi; sono i gesti e la voce di un popolo che dichiara e rinnova annualmente la propria fede: non sono assolutamente vuoto e inutile “folclore” per turisti, che oltretutto in un ambiente sacro come la Cattedrale sarebbe completamente fuori luogo.

La presenza dei figuranti in Duomo quindi, pur se perfezionabile, è da considerarsi un atto di fede.

Questa è la giusta chiave di lettura che si deve dare di questa Festa, per cui preghiamo le Istituzioni, gli organi di stampa, le televisioni e gli altri mezzi d’informazione di tenerne conto usando i termini e le espressioni appropriate.

Vi salutiamo dunque con gioia augurando a Voi e ai Vostri cari pace e prosperità per il nuovo Anno Pisano a.I.D. (ab Incarnatione Domini), o s.p., (stile pisano) e Vi forniamo il testo della Salve Regina, l’antifona che viene cantata al termine della cerimonia, invitandovi a partecipare al canto:

Salve Regina, Mater misericordiae!
vita, dulcedo et spes nostra, salve.
Ad te clamamus, exsules filii Evae,
ad te suspiramus gementes et flentes
in hac lacrima rum valle.
Eia ergo, advocata nostra, illos tuos
misericordes oculos ad nos converte.
Et Jesum, benedictum fructum ventris tui,
nobis post hoc exilium ostende.
O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria!

[Fonte: Amici di Pisa]

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Re: 25 Marzo: Capodanno Pisano

Messaggio da SteU » venerdì 10 marzo 2017, 11:36

Eventuali modifiche ed aggiunte inseritele nei commenti qui sotto!!!

Grazie ;)

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Re: 25 Marzo: Capodanno Pisano

Messaggio da SteU » sabato 11 marzo 2017, 9:33

Aggiunta spiegazione in cui si parla del Gianfaldoni al testo principale recuperando queste informazioni dal vecchio sito di Massimo :!:

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Re: 25 Marzo: Capodanno Pisano

Messaggio da Luca Mariotti » domenica 12 marzo 2017, 1:35

Io so che nel medioevo il raggio di sole non passava dalla finestra attuale e non c era nemmeno la mensola a forma di uovo ( tutto fatto ai primi del '900).. In passato il raggio di sole passava dalla finestra aurea (quella dove c'è il bassorilievo del porto pisano ) oggi murata ed illuminava l altare al centro della chiesa.. Questo succedeva anke in altre chiese pisane come per esempio in San Michele degli scalzi..

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Re: 25 Marzo: Capodanno Pisano

Messaggio da SteU » domenica 12 marzo 2017, 8:49

Luca Mariotti ha scritto:
domenica 12 marzo 2017, 1:35
Io so che nel medioevo il raggio di sole non passava dalla finestra attuale e non c era nemmeno la mensola a forma di uovo ( tutto fatto ai primi del '900).. In passato il raggio di sole passava dalla finestra aurea (quella dove c'è il bassorilievo del porto pisano ) oggi murata ed illuminava l altare al centro della chiesa.. Questo succedeva anke in altre chiese pisane come per esempio in San Michele degli scalzi..
Hai modo di trovare le fonti che ne parlano ?

Luca Mariotti
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Re: 25 Marzo: Capodanno Pisano

Messaggio da Luca Mariotti » domenica 12 marzo 2017, 13:05

No ma l ho sentito dire in alcuni interventi dal vasarelli in TV e da Sergio Costanzo in un evento fatto agli amici di pisa (forse c'è scritto qualcosa sul libro del burgalassi : sul computo del tempo, libro che io non ho )

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Re: 25 Marzo: Capodanno Pisano

Messaggio da SteU » martedì 14 marzo 2017, 10:54

Luca Mariotti ha scritto:
domenica 12 marzo 2017, 13:05
No ma l ho sentito dire in alcuni interventi dal vasarelli in TV e da Sergio Costanzo in un evento fatto agli amici di pisa (forse c'è scritto qualcosa sul libro del burgalassi : sul computo del tempo, libro che io non ho )
Hai modo di reperire il libro o citare la fonte esatta? Grazie

Luca Mariotti
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Re: 25 Marzo: Capodanno Pisano

Messaggio da Luca Mariotti » martedì 14 marzo 2017, 15:17

Ho provato in passato a trovare quel libro ma non ci sono mai riuscito

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Re: 25 Marzo: Capodanno Pisano

Messaggio da SteU » mercoledì 15 marzo 2017, 9:53

Luca Mariotti ha scritto:
martedì 14 marzo 2017, 15:17
Ho provato in passato a trovare quel libro ma non ci sono mai riuscito
Autore e Titolo li ricordi? Proviamo a cercarlo insieme.

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Re: 25 Marzo: Capodanno Pisano

Messaggio da SteU » giovedì 16 marzo 2017, 9:52

Luca Mariotti ha scritto:
domenica 12 marzo 2017, 13:05
...libro del burgalassi : sul computo del tempo, ...
Si chiama “Pisa e il computo del tempo” di Silvano Burgalassi e Alberto Zampieri – Edizioni ETS ???

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