La Croce Pisana

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La Croce Pisana

Messaggio da SteU » domenica 12 marzo 2017, 9:16

Molti sono i testi da confrontare, prendiamo in considerazione tutto il materiale disponibile e già pubblicato su cui possiamo dibattere in merito alla croce pisana e alle sue origini. Siccome non abbiamo la verità assoluta, cerchiamo di arrivare ad un punto comune in cui si possano accettare anche più ipotesi così da accontentare il più largo numero di studiosi e ricercatori. Sempre su fatti documentati, ovviamente. La parte legata al mito o alla leggenda non eliminiamola ma cerchiamo di inserirla nell'apposita sezione.

Seguono quì sotto:
-Vecchio sito di Massimo Adami;
-Discussione sui Guardiani di Pisa del 1 novembre 2015 aperta da Gherardo Martelli;
-Discussione 2 sempre sui Guardiani di Pisa del 16 novembre 2015 aperta da Mario Chiaverini;
-Articolo sul web di Francesco Stea Pagliai del 22 e 23 Febbraio 2015 con "risposta a mezzo articolo" della Compagnia dello Stile Pisano del 22 Febbraio 2015.

HO OMESSO qualche commento e alcune cose fuori tema, se mi fosse sfuggito qualcosa abbiate pazienza, quel che conta è comunque il tema principale della discussione e cioè la Croce di Pisa e le sue origini. Quello che è stato scritto è comunque pubblico su facebook, nessun commento è di natura privata!

Le immagini in parte le ho tralasciate, si possono inserire successivamente, e altre le ho inserite come link per ovvi limiti del forum.

Vediamo di scernere e fare un distinguo tra quelle che sono fonti attendibili e le leggende così da creare due articoli distinti il più possibile esaustivi.

SteU
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Sito StilePisano.it di Massimo Adami

Messaggio da SteU » domenica 12 marzo 2017, 10:18

Croce Pisana

La sua origine ebbe inizio nel 1017, quando lo stendardo fu consegnato da Papa Benedetto VIII ai pisani pronti a combattere i saraceni che avevano preso la Sardegna.La storia riportata anche dal cronista Ranieri Sardo dice che la croce d'argento fu concessa da papa Benedetto VIII (Teofilatto dei conti di Tuscolo, papa dal 1012 al 1024) nel 1017 quando i pisani mossero verso la Sardegna per liberarla dai Saraceni (e impossessarsene). In seguito lo stemma rosso caricato della croce fu riconosciuta anche da papa Callisto II (Guido di Borgogna, 1060-1124). Io propendo per l'ipotesi che il vessillo rossocrociato fosse già a sventolare sulle galee pisane dopo le guerre in Spagna e alle isole Baleari, dove i pisani si resero indispensabili con le loro flotte per riconquistare le terre ai musulmani.Questo documento ne parla:

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Documento: Lettera.

Lo stesso sindaco di Tolosa Joan-Luc MODENC, nel periodo delle Olimpiadi di Torino 2006, è esplicito nella lettera inviata al sindaco di Torino Chiamparino quando afferma: La nostra croce di Tolosa è la croce di Pisa .Quel che ci interessa di tale lettera per la nostra ricerca, è la parte iniziale che non lascia interpretazioni al caso.

Tolosa, 25 gennaio 2006

Sig. Sergio CHIAMPARINO
Sindaco di Torino
Piazza Palazzo di Città
10122 Torino

Prot. JLM/MHP/274520-mpt

Signor Sindaco,

Da sempre sappiamo che, dalle Alpi alle Pirenei, facciamo parte dello stesso mondo. Una stessa geografia ci ha fatto condividere interi aspetti della stessa storia. La nostra croce di Tolosa è la croce di Pisa; il nostro Luigi di Tolosa è uno dei santi di Perugia. Da sette secoli degli Occitani vivono a Guardia Piemontese, in Calabria ...I rifugiati catari a Cuneo e i numerosi italiani che abbiamo accolto nella nostra regione all'inizio del secolo passato, como Silvio Trentin, ci hanno fatto amare il vivere insieme.Abbiamo tante cose in comune. Da Petrarca, venuto a Lombez, vicino Tolosa, fino all'importante comunità italiana che lavora all'ATR, continuiamo ancora e continueremo per molto tempo!Ecco perché, in nome di questa storia, vorrei trasmetterle un messaggio fraterno. Oggi, sono i Giochi Olimpici invernali che ci offrono l'occasione di ricordare quanto siamo vicini: è la lingua occitana che ci permette di esserlo tanto.Tolosa, capitale occitana, invia un saluto fraterno agli amici italiani.

Viva i Giochi!

La prego di gradire, Signor Sindaco, i nostri saluti più sinceri

Joan-Luc MODENC
Còpia : Na de VEYRAC – Conse Adjunta – per entresenha
Na MAYEUX-BOUCHARD – Conselhèra Delegada – per entresenha
En de La FARGE – Cargat de Mission – per entresenha

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Ma anche nella guerra leggendaria contro al-Mahdiya in Tunisia, già si parla del vessillo:

Nel 1087 Pisa e Genova guidano, contro l'allora importantissima città africana di al-Mahdiya - oggi piccolo porto tunisino -, che secondo Giuseppe Scalia "[...] rappresentava il più serio pericolo per la sicurezza del commercio marittimo", una grande spedizione della quale facevano parte anche amalfitani, romani e altri contingenti italiani. Le fonti arabe più affidabili parlano di trecento navi e di trentamila uomini. La spedizione si conclude con una straordinaria vittoria, che stupisce i contemporanei per l'imponenza delle difese della città, e ha alcune caratteristiche che l'avvicinano alla prima crociata, svoltasi pochi anni dopo: il suo carattere marcatamente religioso, la sollecitazione da parte di Papa Vittore III (1086-1087) e il signum Petri, il "segno di Pietro" - quasi certamente la croce - posto sulle bisacce dei partecipanti.Secondo la leggenda il campo rosso fu adottato in ricordo dell'ancile di Numa Pompilio (v. Roma) per significare la volontà dei Pisani di allora di rinverdire le glorie e riedificare l'antico impero attraverso quelle battaglie che vedranno i Pisani come riunificatori di un mondo allora in mano ai saraceni.Quei pisani si sentivano veramente i fondatori di una novella Roma e i documenti coevi che ci sono arrivati, ci parlano chiaramente di questo, non è un caso che Bernardo da Chiaravalle stesso pronunciasse queste parole: Assimitur Pisa in locum Romae,non solo come sede apostolica(come spontaneamente viene interpretato),ma anche e soprattutto come guida di un rinsaldato impero d'occidente che uscito dalle invasioni dei barbari prima e da quelle musulmane poi, aveva gran bisogno di riorganizzare l'impero con leggi e nuove vie commerciali che ben presto portarono i loro frutti culturali, economici e sociali di un'Europa che di lì a poco uscirà dal buio medievale per gettarsi in pieno rinascimento, che a Pisa deve il suo punto di partenza anche se non quello di arrivo.Fu un fiorire di nuovi villaggi e un rifiorire di vecchi paesi, borghi, fortificazioni, città, che si addossavano attorno al nucleo centrale, la chiesa, potere religioso ma soprattutto organizzativo e propulsivo per gli uomini di quei tempi.

stemmapisa.jpg
stemmapisa.jpg (7.57 KiB) Visto 3991 volte

(dal latino cocus: rosso vermiglio-Dal latino:Grifo --dal tedesco:Griffa-griffia-marchio)

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Potrebbe essere che tale croce sia l'evoluzione stilistica della croce usata dai templari alla prima crociata, la cosiddetta "croce Armena" e che tale croce sia stata acquisita in contemporanea dai potentati delle regioni Provenzali successivamente definite "Occitania" e dalla Repubblica Pisana che con tali regioni aveva solidi traffici commerciali. Molto interessante questo grazioso cofanetto che si trova nella cattedrale di Saint Etienne dove appunto si conserva la raffigurazione più antica di tale croce in Europa continentale risalente al 1211 (naturalmente non più antica di quella del Griffi che era posta sulle mura della città, le mura che furono erette proprio sotto il consolato del Griffi, copia di tale croce Pisana che risale al 1157 si può vedere a Lajatico).

http://stilepisano.com/images/TEMP/lajatico.jpg

Tale reliquia ha la stessa fattura e potrebbe essere opera della stessa mano, di una simile conservata al museo dell'opera del Duomo(accanto, la croce d'argento donata da Papa Benedetto VIII nel 1017.

http://stilepisano.com/images/TEMP/museo.jpg

(Sono convinto che ciò non sia dovuto al caso ma a solidi legami che intercorrevano tra Pisa e l'Occitania)


Carrellata di antichissime croci pisane:

Ambrogio Lorenzetti Storie di San Nicola 1332 Museo dei furti Pisani, orifizi-Firenze.
http://stilepisano.com/images/TEMP/Lorenzetti.jpg

oppure nella chiesa di San Piero a grado (altare) http://stilepisano.com/images/TEMP/spiero.jpg

nei sotterranei al parlascio(che ho visto ma non ho la foto)

Le centinaia di croci d'argento sulla bellissima fascia di broccato del XIII sec. di cui conserviamo un frammento nel museo dell'opera del Duomo, ricopriva tutto il perimetro esterno della cattedrale ed era completamente ricoperta con migliaia di pietre preziose intervallate da croci-pisane e altre raffigurazioni in argento, veniva posta come paramento nel giorno 14 Agosto di ogni anno, il giorno dell'assunzione della Madonna,festeggiato fin dalla fondazione della Cattedrale con una grandissima cerimonia, come ci riporta Alessandro da Morrona : Merita memoria la grande illuminazione, che si fa annualmente nell'interno di questa Chiesa nella sera del dì 14 di agosto ad onoranza dell'Assunzione della Madonna. Mediante la vaga distribuzione, e la quantità della cera, che armonicamente varie parti architettoniche ricorre, e che ardendo discioglie le ombre, il superbo edifizio fa di sé bella mostra tal che diletta, e rapisce l'occhio degli spettatori. Così soprendente apparato fu più volte espressamente messo in ordine ad appagar la vista d'illustri Viaggiatori. Antichissima è l'epoca della festa, traendo origine dalla fonazione del Tempio, allor quando si celebrò con solenne pompa, e con l'intervento di tutti i magistrati: lo affermano le surriferite carte, ed altri Scrittori delle storie pisane. Egli è un prodigio, che dessa fino al presente si conservi, e che circa al 1790 sfuggisse il destino di alti lieti spettacoli, che rendean
quel giorno più decoroso, e da maggior numero di confinanti frequentato. Non tralascio di opportunamente accennare la seguente notizia, che denota la ricchezza, e la magnificenza di quei tempi. Raccontano i Cronisti, che nel suddetto giorno, innalzate le bandiere sulle più alte estremità del Duomo, del Campanile, di S. Giovanni, e del Campo Santo una fascia ricca di rare pietre cingeva esternamente le mura della Chiesa, e che simboleggiava la Cintura della Madonna. Fan fede al racconto i sostegni di ferro tuttora esistenti, e una parte di essa, che povera , e nuda nel palazzo dell'opera sempre si conserva. Il Dipintore Pietro Sorri nel divisato suo quadro la espresse. Questo ci racconta il Da Morrona.

A proposito di Cattedrale: Quando cominciai questo sito, commisi un incredibile errore: chiamai la nostra Cattedrale Santa Maria Maggiore. Dopo poco tempo mi arrivò una mail di disappunto chiarendomi che la Cattedrale di Pisa era intitolata a Santa Maria Assunta e Santa Maria Maggiore era quella di Firenze.Mi sentii uno stupido, come avevo fatto a commettere un errore così banale? Parlavo di storia, arte di Pisa e non conoscevo neppure il nome della sua Cattedrale, eppure quel Santa Maria Assunta non mi suonava bene, ricordavo di aver letto in più documenti "Sancte Marie Maioris" riferito a Pisa ed in effetti non avevo tutti i torti, l'avevo letto persino su una piccola lapide in viaT. Roock in Barbaricina, che riporta Ecclesia pisanae Sancte Marie Maioris, ultimamente ne ho fotografata una dal palazzo sul Lungarno adiacente piazza Garibaldi.

http://stilepisano.com/images/TEMP/orpa.jpg

Poi ho fatto una ricerchina su Stilepisano ed ho trovato ciò che avevo letto, son riusciti anche a cambiare il nome alla

alcuni documenti di corrispondenza tra la Sardegna e Pisa nei quali viene stilizzata tale tipo di croce:
http://stilepisano.com/images/TEMP/pisasardegna.jpg

Sappiamo poi che Pisa insieme a poche altre città come Genova avevano la possibilità di armare grandi flotte per la terrasanta e per contrastare i musulmani sul mediterraneo e antichi dipinti ci danno queste immagini (seguono dipinti che al momento non riporto sul forum).

Come sappiamo che Pisa teneva per concessione imperiale un quarto di Acri e ricchi possedimenti ad Antiochia, Cesarea in Egitto ecc.. Non abbiamo notizie in proposito di grosse e organizzate flotte di potentati dell'europa continentale, che andavano poco al di là di imbarcazioni di piccolo cabotaggio. Per questo si fece la fortuna di città come Pisa e Genova che divennero repubbliche con grande autonomia già nelle prime crociate e di Venezia nelle successive, perchè erano i porti dai quali partivano gli organizzati eserciti(cavalieri forti militarmente ma privi di cultura marinaresca)per la terrasanta. A.Bonaiuti, Scene dalla Vita di San Ranieri: http://stilepisano.com/images/TEMP/sanranieri.jpg

affreschi camposanto http://stilepisano.com/images/TEMP/museo158.jpg

facciata cattedrale http://stilepisano.com/images/TEMP/miracoli25.jpg

porta torre pendente http://stilepisano.com/images/TEMP/torre7.jpg

esterni cattedrale http://stilepisano.com/images/TEMP/miracoli110.jpg

particolare piazza dei miracoli http://stilepisano.com/images/TEMP/cattedrale5.jpg

chiesa di San sisto http://stilepisano.com/images/TEMP/pisa40.jpg

Pieve di San Martino-Palaia http://stilepisano.com/images/TEMP/palaia17.jpg

Araldicamente: “ di rosso, alla croce d'argento patente rintrinciata, pomata con dodici globi dello stesso ” oggi la croce di questa forma è conosciuta come “pisana”. Le fonti: Da Cronaca di Pisa del Ranieri Sardo
Negli anni Domini 1017, al tempo di misser Lanberto arciveschovo di Pisa,si fu assediata Sardingnia.Lo sancto padre cholla sua gente della chericieria, mandò a pPisa a predichare la croce a ttucta la Sardingnia chontra a Saracini, lo chardinale d'Ostia, al quale lo vescovo di Pisa e la chomunità, si legharono di fare lo passaggio et ricievettono lo ghonfalone vermiglio; et passarono et fecono grande danno, et tornò la Sardingnia nelle mani dè Pisani.
(ranieri Sardo di famiglia proveniente da oratoio, visse nel XIV sec.La sua vita e quella della famiglia, sono ampiamente descritte in quanto i Sardo furono una influente famiglia di mercanti, lo stesso padre di Ranieri,Colò, ricoprì cariche pubbliche:fu anziano per i mercanti nel 1322,membro del consiglio maggiore nello stesso anno,priore degli anziani nel 1342.Ranieri ebbe tre figli:Guglielmo, dottore in legge,Bartolomeo,mercante,morto nel 1400,e Piero, mercante anch'egli e morto nel 1412.Ranieri, figlio di ser Colo Sardo della cappella di S.Martino del quartiere di Kinsica, è ricordato per la prima volta negli atti della cancelleria del comune il 1 Gennaio 1350, come membro del Consilium Maius.Poichè sappiamo che per venire eletto in questo consigliosi richiedeva un età superiore ai 25 annise ne deduce che egli nacque intorno al 1320-24.In seguito egli ricoprì soprattutto uffici finanziari del comune:fu provveditore3 al vettovagliamento dell'esercito, camarlingo del comune,revisore e sindaco dei camarlinghi e degli appaltatori delle gabelle;ma fu anchepiù volte ambasciatore, anziano e priore degli anziani,e ,inoltre, più volte, membro di commissioni e consigli.Ranieri Sardo morì probabilmente intorno al 1399, anno in cui si interrompe la sua Cronaca di Pisa.
Tratto dal Chronicon breve pisanum edito dall'Ughelli(Italia sacra.Venetiis 1722,X,col.117)AD MXVII venerabilis Benedictus papa, una cum universoclericatu et senatu,legatum Ostiensem episcopum ad civitatem pisanam misit ut Mugettum regem de Sardinia expelleret.Romana sedes totam Sardiniam cum privilegio et vexillo Sancti Petri Pisanae civitati firmavit.Qua propter consules una cum episcopo Lamberto, cum concordia populi, ad invicem concordaverunt et facere promiserunt, et vexillum Sancti Petri ita cum privilegio ceperunt.Tale impresa della liberazione della Sardegna, è riportata anche su un'epigrafe della facciata della Cattedrale di Pisa e dal Maragone, le date per queste ultime due fonti sono al 1016, considerando che il calendario pisano anticipa di un anno quello corrente.

Da sottolineare che in passato oltre alla croce bianca a dodici punte a palle in campo rosso, anche la Madonna, l'Aquila, la Croce e la Gremigna rappresentavano le insegne e gli stemmi pisani. D'oro, all'aquila, col volo abbassato, di nero, coronata del campo, cimato della corona, fu affidata ai pisani da Federico I (Barbarossa) per la fedeltà dimostrata alla causa ghibellina, quella causa e quella fedeltà che in seguito gli costeranno la libertà.
La provincia di Pisa deriva il suo stemma dalle vicende della città, che ha visto una successione di emblemi diversi. Nei primi anni del secolo XIII, lo stemma di Pisa conteneva l'immagine di un'aquila nera col volo abbassato, in campo d'oro. L'aquila successivamente fu introdotta nei vessilli a rappresentare non più il comune, ma il popolo. Contemporaneamente era usato anche un sigillo, assai originale, che raffigurava una pianta di gramigna forse posta a simbolo di «penetrazione» nella cosa pubblica, ed aggiungo che potrebbe anche rappresentare il movimento del popolo Pisano che in quel tempo ramificava ed estendeva la sua influenza in tutto il Mediterraneo, come fà appunto tale pianta. In un sigillo si trovava anche l'aquila in atto di atterrare un leone, simbolo fiorentino, auspicio di vittoria sulla città del fiore.

SteU
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Guardiani di Pisa - 1 novembre 2015

Messaggio da SteU » domenica 12 marzo 2017, 11:48

Riporto i vari interventi della discussione del 1 Novembre sul gruppo dei Guardiani di Pisa, solo il testo!
Il testo CON IMMAGINI lo trovate qui

ELIMINATI I COMMENTI SUPERFLUI

Gherardo Martelli:
Chiedo illuminazioni sulle origini della bandiera Pisana. Quella con la croce pallata. Di leggende ne ho sentite tante; quelle che mi ricordo di più sono: quella in cui si dice che i pisani essendo pirati furono i primi ad adottare le tibie incrociate ma su sfondo rosso; un'altra vuole che le 12 palle rappresentino i 12 apostoli.
Quel che so per certo è che un papa (non mi ricordo quale scusate sono ghibellino) con bolla papale permise ai pisani di issare sulle proprie navi il vessillo rosso, anche se non si dice se vi fosse la croce, mentre l'attestazione iconografica più antica per l'insegna di popolo (la bandiera con la croce), è il quadro del primo quarto del XIV secolo in cui sant'Orsola e altre sante giungono insoccorso a Pisa rappresentata come una ragazza vestita con un abito ricamato con l'aquila imperiale ed in cui compare la bandiera pisana e che è conservato al museo di San Matteo. Da alcuni autorevoli testi si cita la bandiera pisana come insegna di popolo per distinguerla da quella sicuramente in uso e attestata della madonna con bambino che rappresentava la città e che venne insieme al vessillo solo rosso prese come insegne della parte aristocratica durante il periodo delle suddivisioni in raspanti e bergolini e quindi non anteriore all'inizio del XIV secolo. Sono convinto che la bandiera pisana con la croce fosse in uso anche prima ma ad oggi non sono riuscito a trovare attestazioni che ne testimonino l'uso anteriormente al 1300, chiedo quindi aiuto a membri se avessero qualcosa a me sconosciuto in merito a questa questione grazie.

Andrea Lupino Labonia:
Ciao Francesco mi ricordo sicuramente che nel 1017 o 1018 Benedetto VII attraverso bolla papale concesse lo scudo rosso in tutte le loro insegne e l'investitura su tutta la Sardegna dopo che i Pisani cercarono di sconfiggere gli arabi nei loro possedimenti sardi.

Andrea Lupino Labonia:
La croce bianca di certo si sa solo che fu Papa Callisto II° quasi un secolo dopo a riconoscerla. In quasi tutte le fonti che ho letto le palle significherebbero i dodici apostoli. Aggiungo che la più antica rappresentazione della bandiera oggi esistente si trova nel bastione Sangallo

Gherardo Martelli:
no quella più antica ritengo sia il quadro comunque mi interssa molto la notizia su callisto II puoi darmi maggiori dettagli ?

Andrea Lupino Labonia:
Si potrebbe ipotizzare che i Pisani abbiano scelto la croce perché, come repubblica marinara, partecipò a quasi tutte le crociate (comprese quelle nelle Baleari e nel sud-Italia); in più ci aggiunsero le palle come ''dedica'' agli apostoli. Oppure possono averla imitata da quella della regione di Occitania con cui fra l'altro Pisa aveva fiorenti rapporti commerciali. Purtroppo su Papa Callisto posso dirti solo quello: che la riconobbe in una bolla circa nel 1100 ; aggiungo anche che il Barbarossa, quando riconobbe Pisa come comune, accennava solo ad una bandiera rossa. Comunque non dimentichiamoci che lo stemma ufficiale di Pisa era l'aquila imperiale, mentre la croce era considerata lo stemma del popolo pisano.

Andrea Lupino Labonia:
Stemma dell'Occitania (Immagine dello stemma)

Federico Tico Bonucci:
Benedetto VIII, nel 1017. Fra due anni dobbiamo celebrare il millenario!

Andrea Lupino Labonia:
Hai ragione Tico Benedetto VIII°

Domenico Chiste:
Assomiglia molto, la croce, a quella occitana che poi dovrebbe essere di derivazione "catara"

Gherardo Martelli:
http://www.pagiaq.it/2015/02/22/la-croc ... o-storico/
ho trovato questo articolo ed è un po sconfortante

Andrea Lupino Labonia:
Eh si, rimette il tutto in discussione; Che ne pensi Mario

Mario Chiaverini:
Ho trovato... purtroppo non chiarisce il problema perché la ricerca era svolta per il periodo della Seconda repubblica. Comunque, riporto qui quei brani che ne parlano: ----> "Dopo avere guidato con travolgenti successi gli assediati alla riconquista armata del ‘Piano di Pisa’, Tarlatino l’8 settembre [1500] sarebbe stato nominato comandante in capo dell’esercito della città ricevendo, con una solenne cerimonia con processione, in “Duomo il bastone del comando e lo stendardo con le insegne della città” , “cioè croce bianca nel campo rosso” , il tutto coronato da “gente a cavallo armate” cfr. M. Chiaverini, "Onore e Gloria...", Marich, Pisa 2002, p. 80. Mentre in nota 303 di p. 80 scrivo questi riferimenti: -----> "Cfr. G. PORTOVENERI, Memoriale, cit., p. 356. Matteo Villani ‘ci ricorda’ che la nota insegna del comune di Firenze è “il campo bianco e’l giglio vermiglio”, cfr. M. VILLANI, Croniche, Trieste, 1858, VI, p. 54 (cit. da H. ZUG TUCCI, “Bandiere e insegne militari in Toscana”, in F. CARDINI, M. TANGHERONI (a c. di), Guerra e guerrieri nella Toscana del Rinascimento, Firenze, EDIFIR 1990, p. 74)."

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
http://www.la-cerchia.it/sito/cenni-sto ... -occitana/

Mario Chiaverini:
Penso sia ragionevole ritenere che ci sia stata mutua influenza tra pisani e occitani nella scelta del simbolo. Sembra quasi un simbolo di riconoscimento scelto per l'occasione dagli eserciti più numerosi che parteciparono alla crociata delle Baleari e poi quel simbolo 'di popolo' è rimasto, e nel caso di Pisa affiancandosi sia all'aquila imperiale sia alla Madonna con bambino (anche quest'ultimo è simbolo di Pisa ricordiamolo...). A tutti questi pensieri ci vorrebbe un bel 'sigillo' documentale della Società Storica Pisana... a me piace pensare e ipotizzare una Pisa con simbolo di Aquila imperiale (di nobili origini) e una croce bianca su fondo rosso (di origini popolari) che 'convivevano insieme... più o meno...

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
La prima apparizione dimostrabile della croce di Tolosa avviene in Terrasanta, durante la prima crociata, (quindi intorno al 1100) nel sigillo di Raimondo V di Tolosa, nipote di Guglielmo III Tagliaferro, che era detto "monoculus", poiché aveva un solo occhio. Chiamato anche Raimondo di Saint-Gilles (Tolosa, 1045 circa - 28 febbraio 1105), fu conte di Saint-Gilles e marchese di Gotia, Conte di Tolosa, marchese di Provenza, effettivo dal 1088 (titolare dal 1094); la regione occitana che era stata dei Visigoti, chiamata Settimania in tempi merovingi e carolingi, all'incira l'attuale Languedoc, era conosciuta anche come Gotia: «Gothie» o «Gothia».

Raimondo di Saint-Gilles fu il più anziano e il più ricco dei nobili della Prima Crociata (la Crociata dei nobili, o dei baroni) e dal 1102, per le conquiste conseguite in Terrasanta, diventò conte di Tripoli.

La contea di Tripoli aveva le seguenti città vassalle:
- Boutron (feudo dei Plivano or Plebanus da Pisa, consaguigni degli Ibelin di Gerusalemme),
- Besmedin (feudo dgli Ebriaci da Pisa o E(m)briaci da Genova),
- Nephim (feudo dei Raynouard),
- Maraclea (feudo dei Ravendel).

Esiste una particolareggiata descrizione del sigillo, con la croce di Tolosa, del conte Raimondo V, datata 1165. Sigillo di Raimondo IV di Tolosa o di Saint-Gilles, in Terrasanta intorno al 1100, con la croce dei Bosonidi di Provenza divenuta la croce di Tolosa o Occitana. (IMMAGINI)

Gherardo Martelli:
ecco un'altro articolo in cui si sfata forse la croce http://www.paginaq.it/2015/02/23/la-cro ... a-puntata/

Gherardo Martelli:
dopo questo articolo l'unica cosa che mi viene in mente e che ipotizzo possa essere verosimile è la seguente: sicuramente la bandiera pisana esisteva nel 1336 grazie al dipinto di Sant'orsola soccorre Pisa dalle acque, ma si ha la prima testimonianza scritta dell'esistenza di una croce su un sigillo nel 1274 e che la croce diventa simbolo di "popolo" nel 1288 in seguito ai tumulti sulla vicenda del conte Ugolino, anche se la croce in questa veste viene usata dalla metà del '200 in poi quando la suddetta classe individuata come "popolo" diventa egemone. A Pisa esisteva anche la croce bianca a rami dritti in campo rosso, bandiera di Kinzica, quindi tendo a escluderla come croce primitiva del 1274 quando se ne fa menzione ma non si descrive, si sa che venne data una croce argento e quindi in araldica Bianca dal papa, per l'impegno nelle crociate, quindi tenderei a escludere tutte le croci di qualsiasi altro colore anche perchè quelle rosse in campo bianco identificavano la parte guelfa. Quindi vien da se che una croce bianca distinta da quella identificante il quartiere di kinzica doveva essere distinta da quest'ultima; quindi ritengo verosimile che potesse essere quella oggi utilizzata o similare ad essa. (queste sono frutto di mie supposizioni spero che qualcuno possa confermarle)

Renato Mariani:
E per completare le notizie: Perchè il colore ROSSO?

Federico Tico Bonucci:
Era il colore imperiale... e la Novella Roma non poteva non sceglierlo. Addirittura la bandiera del quartiere di Ponte, il più antico della città, coincideva con quella della Civitas: tutto rosso!

Gherardo Martelli:
Purtroppo a malincuore devo darvi degli aggiornamenti che non faranno piacere ai più, anche se spero che non me ne vogliate. Sono un rievocatore e prima di questo un ricostruttore storico e a differenza di tanti altri devo attenermi a ciò che le fonti iconografiche scritte e artistiche mi dicono. Da la lettura di vari scritti e dall'esame della iconografia anche se tarda rispetto al 1325 delle cronache illustrate del Villani e delle Cronica Lucchese di Giovanni Sercambi e da altre immagini come quelle della battaglia del giglio del 1241 in cui i pisani sconfiggono i genovesi, sono giunto alla conclusione che dovrò eliminare la croce pomata dalla bandiera di Pisa dal momento che la vera insegna della repubblica marinara almeno tra il 1157 e il 1325 era il vessillo rosso piano (IMMAGINE)

Gherardo Martelli:
I-pisani-con-le-bandiere-rosse-conquistano-Lucca-nel-1312_-Illustrazione-dalle-Croniche-di-Giovanni-Sercambi-1348-1424 (IMMAGINE)

Gherardo Martelli:
Come-le-genti-di-Pisa-presero-la-torre-di-Sangiuliano (IMMAGINE)

Gherardo Martelli: all'epoca il rosso si rifaceva all'impero romano

Mario Chiaverini:
Comunque ricordo a braccio che, in una spedizione pisana contro il Nord Africa (prima dell'anno 1.000), il Papa di allora conferì il proprio sigillo all'operazione militare (la Croce). Ne parla qualche storico e ne ho forse accennato io in una nota di mio libro che per un contributo precedente non ho trovato. Se ho tempo stamani cerco di rintracciare quelle righe....

Gherardo Martelli:
si venne anche concesso il vexillum sancti pietri ma nula si dice di come fosse e che alle baleari portarono l'immagine della madonna col bambino ma non si dice se era su un vessilo o una specie di pala

Mario Chiaverini:
Francesco leggi il post dove accenno a Papa Vittore... il vessillum era come il simbolo che i pellegrini mettevano sui propri abiti per andare in Terra Santa, quindi, di sicuro una croce... le palle non so... ormai ce ne sono poche in giro :)

Gherardo Martelli:
Riprendo questa discussione perchè penso sia interessante per i pisani conoscere quali fossero le proprie insegne nei tempi d'oro della repubblica e l'origine della Croce che oggi ci contraddistingue. Questo è un aggiornamento derivante da ulteriori letture e documenti di cui sono venuto a conoscenza. Dalla lettura del libro di Nello Toscanelli "I conti di Donoratico della Gherardesca signori di Pisa" edizioni Nistri-lischi 1937 si parla dell processione avvenuta nel 1256 (1257 in stile pisano) per la posa della prima Pietra della nuova fabbrica degli Spedali riuniti di Santa Chiara, che Pisa e il conte Gherardo "il vecchio" Della Gherardesca realizzarono come penitenza per ottenere la revoca dell'interdetto papale che pesava sulla città dal 1241 cioè da quando i pisani insieme a federico II catturarono i prelati scortati da genova all'isola del giglio.

Gherardo Martelli:
In occasione di questa processione, cito testualmente, "Nel giorno in cui fu iniziato il lavoro con l'apposizione della prima pietra, una solenne processione, di cui si può ricostruire l'ordine da varie carte dell'epoca, mosse da San Francesco e traversò tutta la città, disposta in gruppi. prima il clero cittadino e forestiero; poi i rappresentanti del Comune e le autorità locali, ed infine i nobili, il popolo e le arti. Il corteggio era aperto dai marabesi o guardie della repubblica con trombettieri e suonatori di cennamelle,[...]. Due vessilifferi in ricco ammanto venivano a pari; uno sorreggeva il grande gonfalone del comune con l'aquila imperiale in campo vermiglio; l'altro quello del popolo pisano, ugualmente vermiglio ma con la croce bianca invece dell'aquila. [...] Valletti e famigli del comune in vesti bianche e brache rosse (i colori della città) "ecc.

Gherardo Martelli:
la croce di cui si parla si ritiene sia presente in una sua rappresentazione nel nucleo più antico del quadrato dei pisani nella fortezza vecchia di livorno dove ho potuto vederla personalmente scolpita in una pietra di una torre del XIII secolo, si tratta di una croce greca a bracci uguali alle cui estremità di ogni braccio ha due becchi

Gherardo Martelli:
devo finire le ricerche leggendo anche gli scritti del tribolati e del feroci in sapienza ma già da quanto scritto fino a qui è plausibile che la bandiera di Pisa che gli eserciti della città inalberassero potesse essere un campo vermiglio con l'aquila imperiale in campo oro in uno scudo al centro del campo rosso

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
Questa croce pisana si trova nel castello di Vecchiano, attestato dal 1092 ma gia' feudo dei Pagano Ebriaci (o Embriaci) da Vecchiano o Verchionesi. (IMMAGINE)

Federico Tico Bonucci:
Ma è proprio una croce pisana? La foto è un po' sfocata. . Che libro è?

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
È una croce pisana https://www.amazon.it/Il-castello-Santa ... 8860192633

Federico Tico Bonucci:
Allora avremmo risolto il problema!

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
Foto migliore (IMMAGIME)

Federico Tico Bonucci:
Ma le palle?...

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
Niente palle; potrebbe essere anche una croce templare perché Ugo di Pagano (Hugh de Payns in francese) da Vecchiano (1108-1136), feudatario del castello, era templare

Federico Tico Bonucci:
Grazie per l'approfondita argomentazione ma in questo post ci si chiedeva quale sia l'origine della Croce Pisana, quella pomellata... Sarà possibile risalirci?

Gherardo Martelli:
sicuramente è una trasformazione della croce di popolo che comincia ad apparire dopo la seconda metà del duecento ma che ancora non viene considerata a rappresentare la città intera. Le palle presenti nel quadro del 1336 testimoninaza più antica finora conosciuta non sono riuscito a scoprirne ne la motivazione storicamente attendibile ne quando vengono introdotte, poi si può dra credito alle varie leggende spurie o di fantasia ma volendo attenermi alla storia non vi sono documenti che ne spieghino introduzione e motivazione almeno per quanto sia riuscito a sapere io. In definitiva almeno fino a qui le insegne di guerra o che identificassero la città era l'aquila imperiale in campo rosso, resta da capire se si tratta di un aquila nera in campo rosso o di un'aquila nera in uno scudo giallo al centro della bandiera rossa o se invece occupava il quarto in alto a sinistra

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
Qui abbiamo Pisa, rappresentata (ipotizzo) da Cupra mater, divinita' delle acque fecondatrici, della Pisa pelasgica menzionata da Catone e da Virgilio, nella prima pagina di un blasonario di inizio cinquecento. (IMMAGINE)

Gherardo Martelli:
si che la croce pomata o pallata fosse la bandiera di Pisa nel periodo della seconda repubblica è certo è nel XIII secolo che Pisa aveva un altra bandiera il problema sull'origine della croce pisana purtroppo a quanto ne so io esce dal limbo con la prima attestazione nel quadro del 1336 ma la sua giustificazione o motivazione mi è sconosciuta e finora alcuno è riuscito a darmi delle fonti certe

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
Non risolve il quesito della croce pisana ma (diciamo) un'altra edizione dello stesso blasonario pisano (1601) ha nella prima pagina dello stesso solo la croce pisana. Trovo significativa questa modifica per comprendere l'affermazione della croce. I blasonari erano documenti ufficiali per il riconoscimento dei sigilli sui documenti. (IMMAGINE)

Renato Mariani:
Ineressanti spiegazioni, ma (forse non ho letto bene) non ho capito se la croce pomata, pallata o no, fosse del tipo greco o latino. Credo che anche questa notizia sia interessante.

Gherardo Martelli:
beh ritengo sia del tipo greco a bracci uguali dal momento che prendendo per buono il fatto che fosse una rielaborazione della croce di popolo della fine del 200 e considerando la croce scolpita su una pietra della più antica torre del quadrato dei pisani a livorno, la croce è assolutamente del tipo greco

Federico Tico Bonucci:
Riassumendo: la Croce Pisana a quando risale?

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
La mia ipotesi è che la croce greca a bracci uguali sia stata utilizzata fin dai tempi della Repubblica dei Mari (non Repubblica marinara) poi sia stata introdotta la croce pallata nel XIII secolo che si è affermata nell'uso a partire dal XVII secolo.

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
Il "Salvifico vessillo della vera croce", come Jacopo da Varagine indicò la croce greca, fu utilizzato fin dalla prima crociata (XI secolo). I genovesi fanno risalire ad epoche remote l'uso della "vera croce" di S.Giorgio (una croce rossa in campo bianco), quando l'esercito bizantino stanziava nella città. I pisani immagino abbiano utilizzata una "vera croce" a colori invertiti per distinguere le loro flotte.

In questa miniatura Boemondo I d'Altavilla e il primo Patriarca di Gerusalemme, il pisano Daimberto Lanfranchi, in navigazione dall'Outremer verso la Puglia con la "vera croce" .... genovese. (IMMAGINE)

Gherardo Martelli:
nel periodo della seconda repubblica 1494-1509 è certo che la croce pisana come la conosciamo oggi già distiguesse e rappresentasse la cittòà di pisa

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
II* repubblica = guerra di "popolo"

Gherardo Martelli:
beh in quel periodo non è più la croce che contraddistingue solo il popolo che poi non era allora costituito con l'accezione che siamo abituati a dargli oggi, bensì er l'isegna della città o se vogliamo calarla nel contesto di allora della nazione Pisana in contrapposizione all'invasore straniero fiorentino

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
La cupra mater (madonna) del blasonario di inizio cinquecento (vedi immagine precedente con il giglio francese sulla corona) ha un atteggiamento di protezione dei suoi figli, di cui uno sostiene l 'emblema del "popolo" pisano

Gherardo Martelli:
dal momento che come mi dici è inizio 500 si cala perfettamente nel contesto di allora in cui Pisa dovette al re francese carlo VIII la liberazione dai fiorentini, o per meglio esser corretti furono i pisani a strappare la libertà a carlo viii, ma comunque sarei propenso quasi a ritenerlo un manifesto politico, di propaganda e per tenersi buoni i francesi

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
Osserva la statua a Ferdinando dei Medici di inizio seicento, cupra mater (madonna) supplica il nuovo duca e protegge i suoi figli, io la trovo simbolicamente interessante. In quell'epoca la simbologia era molto importante (IMMAGINE)

Domenico Chiste:
La simbologia è molto importante anche adesso, ancora si nascondono le mele tra le altre mele..........ma la societá tecno non vede neanche piú le mele

Gherardo Martelli:
sicuramente anche perchè si deve a loro a inizio seicento la volotntà di risollevare un po Pisa dalla stagnazione in cui viveva o meglio vegetava

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
Su i 2 lati della statua ci sono 2 stemmi: la croce pallata e la gramigna pisana (che io immagino essere invece ginestra, simbolo degli evergeti).

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
La statua venne commissionata dalla nobiltà pisana per risollevare Pisa. Ferdinando fece arrivare a Pisa Luca Martini che iniziò un lungo processo di crescita e sviluppo economico.
Sotto il calcagno del piede destro di Ferdinando ci sono gli stemmi delle famiglie nobili pisane che giurarono fedeltà al duca in cambio dello sviluppo della città.

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
Allora come adesso i fiorentini non si fidavano degli irrequieti Pisani, preferendo Livorno

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
Per quanto riguarda la libertà strappata a Carlo VIII, io credo che bisogna essere onesti con noi stessi: la libertà venne concessa per interesse di Venezia e Milano e venne comprata a credito dai pisani con finanziamenti di banchieri veneziani.

Mario Chiaverini:
Tutto possibile ma il sangue rosso che fu sparso sulla nostra Terra per liberarla non era solo veneziano ma pisano. Inoltre, il presunto 'credito' ipotetico in denaro dovrebbe essere messo sul piatto della bilancia di una visione strategico-militare-economica di più ampie vedute. Probabilmante lo 'spendere' 10 a Pisa e per Pisa avrà fatto risparmiare 20 se certe agguerrite truppe francesi si fossero dirette altrove. Comunque sia, Milano cadde (pochi anni dopo) con Luigi XII successore di Carlo VIII...

Gherardo Martelli:
beh la storia narra che carlo VIII non era un tipo troppo sveglio anzi a veder i ritratti doveva essere piuttosto tonto e bruttino il 9 novembre, i Pisani da bravi figli di buona donna si organizzarono perchè le più belle dame pisane si prostrassero ai piedi del sovrano piangendo e chiedendo la libertà, i consiglieri più anziani del re francese non volevano perchè presagivano le conseguenze mentre i giovani che affiancavano carlo erano favorevoli, per farla breve il tonto re carlo alla vista di tante belle ragazze che si prostravano ai suoi piedi non capì più nulla e senza pensarci un momento concesse la libertà. é proprio il caso di dirlo il 9 novembre del 1494 tirò più un pelo di t... che una pariglia di buoi!

Agostino Agostini Venerosi DellaSeta:
Forse va fatto un altro post sull'argomento della libertà pisana ma suggerisco di leggere anche la versione del Macchiavelli che non era così avverso ai Pisani: https://books.google.it/books?id=1tpE1I ... sa&f=false

SteU
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Guardiani di Pisa - 16 novembre 2015

Messaggio da SteU » domenica 12 marzo 2017, 11:54

Riporto i vari interventi della discussione del 16 Novembre sul gruppo dei Guardiani di Pisa, solo il testo!
Il testo CON IMMAGINI lo trovate qui

LE ORIGINI DELLA CROCE PISANA.

Mario Chiaverini:
Nel 1034, infatti, venne assalita la città di Bona [nell’odierna Algeria] e tra il 1063-1064 il porto di Palermo, ancora sotto dominazione araba, mentre nel 1087 i pisani attaccarono il “porto di al-Mahdiyah per molto tempo dagli storici sottovalutato” [Cfr. F. CARDINI, Le crociate..., cit., p. 31], forse perché gli studiosi si sono basati su “qualche malevola fonte normanna vicina a Ruggero I;” [Cfr. F. CARDINI, op. cit., p. 32]; “il conquistatore della Sicilia non gradiva che nei confronti dei Musulmani si prendessero troppe iniziative guerriere, che gli avrebbero guastato i rapporti di buon vicinato con l’Egitto e i potentati nordafricani: difatti declinò la proposta pisana di partecipare all’impresa.” [Ibidem].

Oggi invece si tende a dare pieno valore a quella importante azione militare, che non fu "una semplice ritorsione in seguito a qualche sgarbo di natura mercantile o corsara. Al-Mahdiyah era, con Mazara, la stazione mediana sull’asse est-ovest dei traffici dell’Islam mediterraneo tra Almeria e i porti del Nilo. Basta questo a far capire quanto alta fosse la posta." [Cfr. F. CARDINI, Le crociate..., cit., p. 32].

Effettivamente la spedizione pisana risultò insolitamente imponente per
mezzi ed uomini impiegati, fu a lungo preparata, curata in accordo e benedetta da papa Vittore III, il quale probabilmente vi inviò come suo rappresentante il vescovo della città di Modena: Benedetto, influente membro dell’entourage politico di Matilde di Canossa.

“Un componimento poetico d’ambiente pisano, che sembra attendibile sul piano delle informazioni storiche, allude a un signum di San Pietro sulle scarsellae dei marinai che si potrebbe ricondurre ai signa super vestes abituali per indicare il voto di pellegrinaggio e collegare pertanto alla promessa pontificia delle indulgenze: il che non solo avvalora la testimonianza di una cronaca cassinese secondo la quale il pontefice avrebbe consegnato alla flotta il suo vexillum, conformemente a un uso che già abbiamo incontrato e che rientrava nella pratica dei papi riformatori, ma anticipa di un decennio il gesto epocale con cui, a Clermont in Alvernia - un centro situato sulla via di Santiago - Urbano II avrebbe consegnato il signum crucis a coloro che avevano mostrato di accettare la sua richiesta di correre in aiuto alla Chiesa cristiana d’Oriente minacciata dagli infedeli.” [Cfr. F. CARDINI, Le crociate..., cit., pp. 32-33]. Anche se i pisani sembra che fossero “prevalenti, la flotta era il risultato di una coalizione con Genovesi e Amalfitani cui partecipavano anche altri: [...]” [Cfr. F. CARDINI, op. cit., p. 32].

IL TESTO SOPRA RIPORTATO È TRATTO DA:
- Mario CHIAVERINI, “Repubblica imperiale pisana. La vittoria navale su Genova del 1241: alcuni aspetti, antefatti vicini e lontani, misteri e coincidenze”, Pisa, MARICH, 2012, (Collana: Glorioso Ferro e Fuoco – 4, Seconda Edizione), alle pp. 51-52 nn. 130-133.

IN PARTE RIPORTATO ANCHE IN:
- Mario CHIAVERINI, “La battaglia di Saint-Gilles nel 1165 tra Pisa e Genova. Le lotte di predominio, tra misteri ed intrighi, nella Francia meridionale dei secoli XI-XII”, Pisa, MARICH, 2004 (Collana: Glorioso Ferro e Fuoco – 3), pp. 61-62, nn. 111-112 (libro esaurito).

http://www.marich-edizioni.blogspot.com/

Mario Chiaverini:
Federico Tico Bonucci ho ritrovato il post dove avevo dato le indicazioni delle origini della Croce Pisana, in questo post troverai all fine la citazione con i riferimenti di pagina e note dove sono inserite in due miei libri.

Federico Tico Bonucci:
Grazie. Ma io sapevo di papa Benedetto VIII nel 1017...

Mario Chiaverini:
Federico, riporta qui il brano o frase con la citazione da cui è tratta e ci arricchirai tutti su questo argomento. :-)

Federico Tico Bonucci:
Non mi ricordo dove l'ho letto, anni fa. Cmq l'ho risentito in giro...
Ma io parlo della croce pisana, quella con le 12 palle, non della generica croce dei Crociati...

Mario Chiaverini:
io della croce pallata ante 1.100 non ne ho mai sentito parlare. Forse in araldica si portrà trovare qualcosa ma siamo ai limiti temporali tra l'invenzione del simbolo della croce a quattro bracci eguali usata per le cosacche dei soldati e pellegrini, con l'ipotetico riutilizzo della stessa aggiungendoci 12 palle con significato (forse) dei 12 apostoli.

Gherardo Martelli:
ci sono già passato le notizie circa benedetto VIII o i dodici apostoli non sono supportate da fonti di alcun genere ma voci sparse in giro che oscillano tra la leggenda il mito o la falsità. Ribadisco che della croce pallata non vi sono fonti di alcun genere prima del 1346 (dipinto Sant'orsola soccore Pisa) al museo di san Matteo anche lo stemma attribuito al griffi è un falso cinquecentesco e il riferimeno alle imprese contro i sarceni dei pisani essi ottenero l'insegna di Maria che non era la croce pallata nel 1117 mentre nel 1017 l'insegna vermiglia o rosso piano senza alcun simbolo quindi

Gherardo Martelli:
questa che vedete qui è la croce che si trova scolpita sulla torre pisana del XII secolo inglobata nel successivo quadrato dei Pisani della fortezza Vecchia di Livorno. Presumibilmente questa potrebbe essere la più antica rappresentazione della croce Pisana che successivamente dalla seconda metà del '300 assunse la forma attuale. Spero di contribuire a smentire chi afferma che le palle sulla croce pisana derivano dalla concessione medicea (Affermazione sentita anche da venditori di libri storici pisani) (IMMAGINE)

SteU
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La “croce pisana”: un (mezzo) falso storico? (1st)

Messaggio da SteU » domenica 12 marzo 2017, 11:57


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La “croce pisana”: un (mezzo) falso storico? (2nd)

Messaggio da SteU » domenica 12 marzo 2017, 12:00


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Replica della Compagnia dello Stile Pisano

Messaggio da SteU » domenica 12 marzo 2017, 12:05

Link di risposta all'articolo da parte della Compagnia dello Stile Pisano visualizzabile qui

Testo

Più che un (mezzo) falso storico, come si capirà leggendo l'articolo, è falso il pensiero comune che la croce pisana, a chiave e tripomata, sia la bandiera cittadina fin dall'alto medioevo. Sebbene più volte lo stemma della croce sia stato concesso dal papa (Baleari, Sardegna, Crociate...), questo non significa che da quel momento Pisa avesse sulla bandiera la famosa croce che invece è molto più tarda: si parla del XIV secolo...
E prima? Avevamo le bandiere rosse. Sul perchè del colore ci sono molte ipotesi, Barbarossa e la Blutfahne, citate nell'articolo, ma anche il colore del velo della Madonna, rosso nelle raffigurazioni più antiche, ecc. E gli stemmi? Nell'articolo dice non sono citati, ma invece sappiamo che erano pure piuttosto ovvi: l'aquila imperiale, tipica di ogni città filoimperiale (ghibellina) e la Madonna, che era la protettrice di Pisa.
Lo stemma sulla bandiera però comparve molto dopo quando si decise di sovrapporre la croce, armi del popolo pisano, allo stendardo rosso preesistente. Ma siamo già in epoca comunale...

Repliche

Valter Gronchi:
segnalerei,per averla vista anni fa,il resto di uno stemma pisano con croce pomata,con iscrizione,se non sbaglio a Orciatico,che porta la data 1295.il fatto che il vessillo rosso sia stato affidato a Pisa per la spedizione Balearica,potrebbe non essere cosi' bufala come qualcuno pensa.all'epoca l'insegna papale era rossa.la croce pomata potrebbe non essere cosi' nuova per le nostre insegne,infatti la statua d'oro posta oggi in cima alla cupola di San Pietro a Roma ,era una volta posta sulla vecchia basilica di San Pietro di epoca medievale,e la croce recata e' appunto una croce molto simile alla Pisana,e questa era in situ sicuramente ai primi del 200...ora...un vorrei sembra' un fazioso attaccato alle "leggende"...ma considero sempre valido,come la storia ha sempre ampiamente dimostrato,che in fondo alle leggende c'e' sempre un fondo di verita',e che spesso chi ha vinto o l'ha fatta da padrone ha cancellato le tracce degli avversari e ha distorto alcune parti della loro storia.ho anche imparato che certi storici sono come dire al servizio o legati a certi poteri,e seguono o hanno seguito quello che e' diventato un binario classico della storia,dispensando verita' assolute e deridendo chi affermava il contrario,salvo sempre ulteriori scoperte che dimostravano tutto il contrario.eppure loro si sono affannati a non ufficializzare tali scoperte,perche' la reputazione e' sempre piu' importante della verita'.ora cosi' tanto per rinfocolare la cosa,vorrei anche ricordare il rogo dei 40000 manoscritti e documenti d'archivio statali,avvenuto a Pisa all'indomani dell'occupazione fiorentina.ora,considerando che anche dal rogo di Alessandria e dai suoi successivi saccheggi ,molte fonti antiche si son salvate,mentre a Pisa praticamente nulla...e di come ci si affretti a convalidare le tesi che nulla dimostra che a Pisa ci fosse questo,o si facesse quello,o ci si vestisse cosi'...e di come si tenda sempre a sminuire il ruolo di (allora) portata mondiale che ha avuto...mi da un po' da pensare...ma ripeto sono solo elucubrazioni di un Pisano amante della citta' patria e senza un solido appoggio storico culturale ad avvalorare i suoi pensieri.ringrazio chi avra' la pazienza di leggere questa tiritera e chi la snobbera'. grazie.

Mario Chiaverini:
ci sono risposte a questo post (fazioso) sulla 'falsità storica' della croce pisana anche nella pagina degli Amici di Pisa.

Francesco Stea Pagliai:
Salve. Non comprendo cosa ci sia di "fazioso" nel testo che ho scritto, come se a me importasse di una data piuttosto che un'altra. Non mi pare comunque che nessuna delle prove che ho portato sia stata smentita o che mi sia stato contestato un errore di ricostruzione. Una nota sull'articolato commento precedente: se è vero che "assenza di prove" non significa necessariamente "prova di assenza", è vero che se si vuole provare che invece qualcosa esiste, o esisteva in un certo periodo, le prove ci vogliono, e io fino a certe date non ne ho trovate. Se gran parte della documentazione è andata persa, permangono, almeno per il Duecento, vari sigilli e monete pisane, ritrovate anche in altre parti d'Italia, e nessuno riporta la croce pisana prima delle date che ho indicato. Per quanto riguarda testi più antichi come il Liber Maiolichinus o i Gesta Triumphalia, sarebbe poi ben strano celebrare le vittorie di Pisa senza nominare la sua peculiare croce se all'epoca questa fosse stato un simbolo importante per la città! Sono comunque disponibilissimo se qualcuno vuole segnalarmi altre fonti o evidenziarmi errori dandomi testimonianze utili. Buona serata.

Francesco Stea Pagliai:
Ho fatto una sommaria ricerca sulla croce in cima a San Pietro - che in effetti rassomiglia alla croce pisana - ma essa non è mai menzionata come distinta dalla sfera, che è del Cinquecento. Inoltre è enorme, ragion per cui mi pare difficile che una croce di metallo di tali dimensioni potesse stare in cima a una chiesa del Duecento. Se qualcuno ha altre informazioni sarei curioso di saperne di più. Buona serata.

Valter Gronchi:
non vorrei sempre essere quello che trova il pelo nell'ovo...ma io ho trovato varie descrizioni,in rete e alcune su libri,tipo storia della chiesa,dove si parla della sfera di bronzo dorata della prima meta' del 500 se non sbaglio? su cui fu apposta la croce.ho anche trovato uno scritto sempre in rete dove si parla di una croce salvata dal vecchio vaticano e posta sulla cima del tetto della vecchia basilica,da cui fu poi copiata la croce posta in seguito sulla cupola...se si digita croce sulla cupola di San Pietro...c'e' una sequela infinita di variazioni sul tema...cosi' come non risulta posteriore alla datazione lo stemma con la croce pomata posto come detto prima e ripeto,salvo errori di localita' perche' passati molti anni...a Orciatico e datata 1295.credo anch'io che la croce non fosse l'insegna cittadina fin dagli albori del comune,cosi' come quella di Genova o quella di Amalfi,o il leone di Venezia.lo stesso vale per sigilli e monete,che spesso tutto riportano tranne quelli considerati e in alcuni casi acclarati stemmi o insegne araldiche ufficiali di citta',feudi o regni.ma il fatto che comunque si parli varie volte di croce donata ai Pisani come insegna e ritrovatala poi come insegna di popolo...potrebbe anche significare che per una parte politica della citta' quell'insegna sia stata usata piu' volte a rappresentare il popolo anche prima delle tracce piu' recenti d'uso...io prendo per buono quel che sui libri...per altro poteriori a quel che ci interessa sta scritto al riguardo,ma siccome...almeno secondo la mia personale interpretazione,non c'e' niente che smentisca il contrario,non escludo niente.e ultimamente mi pare che storicamente o archeologicamente,molti dogmi siano stati stravolti in piu' occasioni.non nego che la mia sia una visione faziosa e campanilista...pero' credo molto in quello che non si dice o si vuol dire in maniera accademica di quel che fu Pisa...e visto che niente avvalora i miei scritti ma neanche li decurta...diciamo che sono fiducioso in un futuro, prossimo riscontro storico.e sopratutto trovo che tali discussioni sulla nostra grande citta'...facciano solo del bene,portando a galla ogni aspetto della sua storia,noto e non.grazie.

L.Adami
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Re: La Croce Pisana

Messaggio da L.Adami » domenica 12 marzo 2017, 19:14

Io credo che il primo documento in latino che mise mio padre "1113-09-07, San Felice de Guixoles documento." si puó scartare perché pur essendo un buon documento che attesta l'allenza Pisana tra Spagna e Francia, peró non contiene nessuna prova o citazione della croce.

FATTO!
SteU

L.Adami
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Re: La Croce Pisana

Messaggio da L.Adami » domenica 12 marzo 2017, 19:35

Riporto tale conversazione presa dal sito www.Visitpisa.org ,
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"Caro Giovanni,
la tua iniziativa è lodevole, per cui merita di essere affinata con qualche correzione. Ti invio la risposta ad un mio quesito sull’argomento in oggetto alla professoressa (di storia medievale presso l’università di Pisa) Ceccarelli Lemut.
Ah, un’ altra cosa: i templari, nella prima crociata, non esistevano ancora 😉

Egregio signore,
Le informazioni su Wikipedia *sono del tutto errate (come sovente accade)*. La prima insegna di Pisa era costituita da un vessillo rosso: la tradizione trecentesca lo ha ritenuto donato dal papa e in effetti, stante gli stretti rapporti con il papato nel corso dell’XI secolo, può darsi che derivi proprio dall’insegna pontificia.
Per quanto riguarda la croce cosiddetta ‘tolosana’, “patente, trinciata e pomata di dodici globetti”, dal secondo decennio del Duecento sulle monete emesse dal Comune di Pisa comincia a comparire una croce fogliata, che col tempo si avvicina alla ‘tolosana’. Alla metà del Trecento la croce pisana come ora la vediamo era l’insegna del quartiere di Chinzica e del Popolo, ossia dei ceti borghesi alla guida del Comune: nella seconda metà del secolo talvolta i segni del Comune e del Popolo si unirono, ma si era coscienti delle differenze di origine e di significato. Infine, la croce fu presa ad emblema della Repubblica rinata con la ribellione a Firenze del 1494 e tale rimase.
L’emblema figurativo più antico, in cui s’identificò la città, è quello della Madonna, titolare della cattedrale e patrona della città, simbolo della ‘simbiosi’ tra il Comune consolare e l’attività arcivescovile nel corso del XII secolo. Almeno fin dal 1160 il sigillo del Comune porta l’immagine della Vergine con il Bambino, immagine poi utilizzata anche sulle monete a partire dal secondo quarto del Duecento. L’aquila imperiale, segno della politica comunale filoimperiale, compare sulle monete dal secondo quarto del XIII secolo.
Cfr. su tutto questo M Baldassarri, Nel segno di Pisa: monete, sigilli e vessilli del Comune tra XI e XV secolo, in La storia di Pisa nelle celebrazioni del “6 agosto” (1959-2008), a cura di A. Zampieri, Pisa, ETS, 2008, pp. 333-357.
Lo stemma di Pisa con il nome di Cocco Griffi è un clamoroso falso: scrittura quattro-cinquecentesca, l’uso della croce cosiddetta pisana, il fatto che a Pisa non si siano mai operate distinzioni all’interno del collegio consolare, a differenza di altre città, ove vi furono consules maiores e minores. Se poi invece con la formula primus consul s’intendeva affermare che Cocco era stato il primo console eletto a Pisa, il falso risulterebbe ancora più clamoroso, poiché tutti sanno che la prima attestazione del consolato risale agli anni Ottanta dell’XI secolo: cfr. E. Tolaini, Un gigante nel lungarno pisano: il Sansone di Pierino da Vinci, in «Bollettino Storico Pisano», LXV (1996), pp. 1-16, alla p. 3; M.L. Ceccarelli Lemut, Antiquaria e riscrittura della storia nel contesto socio-politico di Pisa tra XV e XVI secolo, in Prima e dopo le Tavole Eugubine. Falsi e copie fra tradizione antiquaria e rivisitazione dell’antico, a cura di P. Castelli – S. Geruzzi, Pisa, F. Serra, 2010 (Accademia Sperelliana. Gubbio. Biblioteca, 3), pp. 97-111, alle pp. 408-109.
Con i migliori saluti
Maria Luisa Ceccarelli Lemut
-----------------------------------------------------------------------The end. http://www.visitpisa.org/bandiera-di-pisa/
Ci tengo a precisare che la Prof. M.L Ceccarelli Lemut é stata anche una mia professoressa e di solito é molto precisa nelle descrizioni e citando varie fonti.
In ogni modo é interessante la croce ritrovata nel bastione San Gallo, esiste qualche studio a riguardo?

L.Adami
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Iscritto il: martedì 21 febbraio 2017, 17:04

Re: La Croce Pisana

Messaggio da L.Adami » martedì 14 marzo 2017, 15:14

Sant'Orsola Salva Pisa dall'alluvione 1335.
Pisa museo di S.Matteo
Allegati
sant-orsola.jpg
sant-orsola.jpg (74.42 KiB) Visto 3901 volte

Luca Mariotti
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Re: La Croce Pisana

Messaggio da Luca Mariotti » martedì 14 marzo 2017, 16:04

Anni fa avevo trovato su un sito francese una ipotesi sull origine della croce occitana che la fa derivare dalla croce coopta portata in Europa durante le invasioni barbariche (visigoti ), credo che tale ipotesi possa essere estesa anke alla croce pisana : riporto qua il testo che avevo salvato sul pc qualche anno fa : " per la croce di Tolosa sono state fatte molte ipotesi, anche perché nè è stata rinvenuta una quasi identica nel turkestan cinese ( secoli XVIII -IX ) , di origine nestoriana. Altri trovano la sua origine nel regno visigoto , che aveva come capitale Tolosa. È probabilmente una sintesi tra la croce copta ( croce greca trilobata ) e la croce di Costantinopoli. " io credo che oltre a una possibile derivazione dalla croce copta ci possa essere anche una derivazione dalla croce armena come infatti molti altri sostengono

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