• O₽A, O₽AE, Opera, Primaziale: che cosa significano?
    di Federico Bonucci e Renato Mariani Pisano


            Spesso i visitatori - ma anche gli stessi pisani - si chiedono il significato di queste parole, che incontrano dappertutto in Piazza del Duomo ma anche in altre parti della città.

            Opera (dal latino opus, operis) è la versione toscana e umbra di "fabbriceria". Questo vocabolo, con la variante "fabbrica", indica un ente ecclesiastico, composto da ecclesiastici e da laici, riconosciuto in Italia come persona giuridica e sottoposto alla vigilanza dello Stato, destinato, in virtù delle norme del diritto canonico, ad amministrare quella parte del patrimonio di una chiesa che deve essere usato per la manutenzione dell'edificio e per le spese di culto. Fabbriceria deriva da fabbriciere, persona che sovrintende o collabora alle attività della fabbrica, parola a sua volta derivata dal latino (domus) fabrica, edificio adibito a officina, nella quale lavora il faber (fabbro), ossia l'artigiano.
    Opera è spesso abbreviato con O₽A, dove il simbolo ₽ (una P tagliata) è la contrazione medievale («Huiusmodi autem titulis subtus linearibus sic breviantur sillabe» ...) della sillaba “PER”: quindi O₽A = Opera. Troviamo spesso anche O₽AE (anche nella variante grafica O₽E), che è semplicemente il genitivo: Operae, cioè dell’Opera, appartenente all’Opera. La E è la trascrizione fonetica del dittongo ae: Operæ. A Pisa è usata la forma genitiva, mentre ad esempio a Siena Opera è abbreviata al nominativo, O₽A. Nelle lapidi o negli antichi documenti il segno abbreviativo si identifica con una linea che può essere diritta o modificare la sua forma assumendo significati diversi. Tutte le possibilità e combinazioni sono presentate nel Trattato medievale d'anonimo "De cautelis breviationibus et punctis circa scripturam observandis". Qualche buontempone invece racconta che O₽AE, O₽E sarebbe l’acronimo (O.P.E.) di Opera Primaziale Edificando (o Edificata, o Edificius, e chi più ne ha più ne metta...). Si tratta ovviamente di baggianate, dato che, come detto, O₽A e O₽AE non sono acronimi - ossia parole composte dalle iniziali di altre parole - bensì contrazioni di un'unica parola! è un po’ come quando scriviamo cmq per “comunque”, o xché per “perché”, specie negli sms (che invece è un acronimo e sta per short message service). D’altronde il simbolo ₽ lo troviamo anche in altre scritte, in Piazza del Duomo, sia in latino che in italiano: ad esempio, in una lapide del Campo Santo Monumentale si legge “DIO LO ₽DONI”, cioè “Dio lo perdoni”. In ogni caso, O₽A (e O₽E) non si legge opa (ope) bensì opera (opere); così come scriviamo xché leggendo perché ... e non certo ics ché!
    Per quanto concerne origine e significato di "opera", dobbiamo considerare che nella Chiesa antica l'intero patrimonio ecclesiastico era raccolto nelle mani dei vescovi. Le sue rendite, per disposizione dei pontefici Simplicio e Gelasio (sec. V), erano divise in quattro parti, delle quali una destinata al vescovo, la seconda al clero della diocesi, la terza ai poveri e la quarta alla fabbrica della chiesa (quarta, o portio fabricae). La portio fabricae serviva generalmente alla manutenzione dell'edificio (sarta tecta) e all'esercizio del culto (luminaria ecclesiae). La Chiesa ha disciplinato l'istituzione delle fabbricerie per la prima volta nel concilio di Trento (c. 9, XII, de ref.). In Italia la legislazione precedente all'unificazione del regno (1861) ha creato parecchi tipi di fabbricerie che ancora sussistono. Esse sono: in Sicilia le maramme, che assumono aspetti diversi secondo i luoghi e sono regolate da una legislazione che risale al sec. XV; nel Napoletano le cappelle; in Toscana le opere; altrove semplicemente le fabbricerie. Secondo la legislazione attuale sono enti laici su delega ecclesiastica che rientrano nella classificazione di "ente confessionale". Di queste Opere a tutt'oggi ne rimangono diverse in Toscana, come l'Opera della Metropolitana di Siena, l'Opera di Santa Croce di Firenze e l'Opera della Primaziale Pisana.

    Altra prova contraria al presunto acronimo O.P.E.: il simbolo O₽AE o O₽A è presente non solo a Pisa ma anche a Siena, Lucca, Firenze... ma solo a Pisa la Cattedrale è Primaziale. Quindi la ₽ di O₽AE non può assolutamente significare "Primaziale"!

            Primaziale significa del Primate, parola che deriva dal tardo latino primas, -atis (da primus), vescovo o arcivescovo che gode di prerogative onorifiche e di diritto di precedenza sui vescovi ed arcivescovi di una regione. Nel nostro caso il Primate è l’Arcivescovo di Pisa, che ha la primazìa su Corsica e Sardegna: il titolo deriva dai possedimenti alfei in quelle terre nel Medioevo, grazie alla bolla papale Si sua cuique, del 1198, con la quale papa Innocenzo III concesse tale privilegio all'arcivescovo Ubaldo Lanfranchi. La Chiesa Cattedrale (nella quale, cioè, l’Arcivescovo ha la cattedra, dal greco kαϑέδρα, sedia, seggio) di Pisa è quindi la Chiesa del Primate, ossia la Chiesa Primaziale Pisana, e l’istituzione che la tutela è l’Opera della [Chiesa] Primaziale Pisana. Primaziale, dunque, è aggettivo relativo a Chiesa, non a Opera, per cui è profondamente sbagliato abbreviare con Opera Primaziale. Infatti si può anche dire semplicemente Opera del Duomo, espressione equivalente e corretta: a Pisa Duomo, Cattedrale e Primaziale sono sinonimi.

            Duomo deriva da Domus Ecclesiae, cioè Casa dell’Assemblea (Cristiana).

            Quindi dicendo Opera Primaziale è come se si dicesse Opera Duomo : un’assurdità.

    E dicendo Opera Primaziale del Duomo è come se si dicesse Opera Duomo del Duomo: un’assurdità doppia...

            Purtroppo il 99% dei pisani stessi commette questo errore, quando addirittura non aggiunge una R che rende il tutto ancor più ridicolo: ecco che abbiamo la primarziale, forse per assonanza con “arte marziale” che però in questo contesto c’entra ben poco!...

            In base a quanto detto, se si vuol trovare un sinonimo di Opera è bene usare il corrispondente italiano, appunto Fabbriceria, dato che quando si dice Primaziale deve intendersi solo ed esclusivamente la Cattedrale.
            -"Dove lavori?"
            -"Alla Prima(R)ziale": SBAGLIATO
            -"All'Opera del Duomo", oppure "All'Opera della Primaziale": CORRETTO.

            Aggiungiamo che l'abusata espressione "Piazza dei Miracoli", attribuita al D’Annunzio e di ridondante rilevanza turistica, è errata: infatti il Vate in realtà, nel suo romanzo "Forse che sì forse che no", definì la nostra piazza "prato dei miracoli", non "piazza".

            Peggio fa chi (anche molte guide turistiche, sia di carta che di carne!...) la chiama "Campo dei Miracoli": questo è infatti il nome del luogo in cui Pinocchio seminò gli zecchini d'oro, convinto dal Gatto e dalla Volpe! Forse in questo svarione c'entra una qualche confusione con la Piazza del Campo, che però è a Siena, non a Pisa...

            Insomma, chiamiamola semplicemente col suo vero nome: Piazza del Duomo, luogo che accoglie i monumenti e i musei gestiti dall’Opera del Duomo, o Opera della Primaziale Pisana!

    N.B. Per informazioni sull'Opera del Duomo, sui monumenti della Piazza ecc. si rimanda al sito ufficiale:
    www.opapisa.it
            Qui di fianco alcuni esempi della contrazione O₽E, tratti da monumenti e arredi della Piazza del Duomo.