• La Piazza del Duomo di Pisa
    di Federico Bonucci


            Tutte le città del mondo cristiano hanno una Cattedrale, ossia la chiesa in cui vescovo o arcivescovo hanno la sede (cattedra). Detta anche Duomo, dal latino domus, quindi casa dell'assemblea cristiana, questa è la chiesa principale cittadina e generalmente è ubicata nel centro dell'abitato.

            A Pisa no. A Pisa la Piazza del Duomo si trova nell'angolo nord-ovest della cerchia muraria medievale del console Cocco Griffi, appena compresa da questa ed esterna alla più antica cerchia altomedievale, non più esistente. Le Mura griffiane sono addirittura posteriori (1155) alla costruzione (1063) e alla consacrazione della Cattedrale (1118), che sostituì la preesistente, dedicata a Santa Reparata.

            Risalendo nel tempo possiamo dire che tutta l'area a nord delle Mura, oggi identificata nei quartieri di Porta a Lucca e Porta Nova, costituiva l'antica urbanizzazione romana ed etrusca, di cui oggi restano poche ma rilevanti tracce. La nostra Piazza del Duomo venne quindi a costituire una sorta di cerniera spazio-temporale tra la romanitas pisana e la nuova èra poi definita medievale, che vide Pisa espandersi verso sud fino a raggiungere l'Arno e costituire quel centro di cultura, arte, scienza e commercio assurto a potente città-stato, quella Repubblica Marinara che di Roma si sentiva erede e continuatrice.

    La Piazza del Duomo

            Una Piazza che univa il vecchio mondo etrusco-romano e le nuove frontiere dell'Anno Mille in una dimensione quasi sospesa nel tempo e nello spazio, un immenso prato che non ha eguali nel mondo cristiano e che accoglie quattro marmorei sacri monumenti, rivolti l'uno verso l'altro a sfidare il tempo e testimoniare la vivida fede religiosa e l'orgoglio civico della Novella Roma: un progetto grandioso realizzato in secoli più che in decenni, travalicando la vita dei singoli uomini, considerata secondaria rispetto all'ardore della fede, senza che il mutare degli stili architettonici interferisse con la qualità del complesso. Non è un caso che l'austera vastità del Duomo nostro (niveo de marmore templum) accogliesse le più solenni celebrazioni liturgiche così come focose adunanze d'un popolo che era pisano e cristiano allo stesso tempo e nello stesso modo. Né casuale fu l'ospitare proprio in Cattedrale le mortali spoglie di Enrico VII di Lussemburgo, l'ultimo grande imperatore e una delle ultime speranze politiche della città alfea.

            Papi, re, imperatori come Federico Barbarossa, scienziati come Fibonacci e Galileo, poeti come Dante, letterati e un numero infinito di personaggi storici italiani e stranieri in tutte le epoche hanno vissuto in qualche modo la Piazza, divenuta nel tempo simbolo di una delle più grandi potenze mondiali e che ha visto nei secoli anche occasioni di scambio e commerci come il gran mercato euro-asiatico che occorreva ogni mese di agosto, per la festività della Vergine Assunta: mercanti arabi, armeni, germanici, sardi, ispanici, caldei e di molte altre nazionalità e culture erano accolti nella grande plàtea dove l'arcivescovo nostro, Primate di Corsica e Sardegna, guidava la solenne processione fino in Duomo, che per l'occasione era ornato dalla famosa Cintola per tutto il suo perimetro.

            Ecco quindi in ordine di tempo la Cattedrale (1063), dedicata a Santa Maria Assunta in cielo; il Battistero di San Giovanni (1152); il Campanile (1173) e il Campo Santo (1277), edificati in marmo, sacra pietra imperiale ricavata spesso dalla demolizione di preesistenti templi romani ma principalmente da materiale estratto dai vicini Monti Pisani e trasportati in loco grazie a fiumi e canali che al tempo abbondavano attorno alla città.

    La Piazza del Duomo

            A questi Sacri Marmi deve aggiungersi lo Spedale di papa Alessandro, oggi Museo delle Sinopie, edificio del 1257 in pietre e laterizi che delimita la piazza nel lato meridionale: appare così chiara la suggestiva simbologia tipicamente medievale che riproduce la vita umana nel suo percorso (a forma di croce!) dal Battistero al Duomo all'ospedale al cimitero, rappresentanti la nascita, la fede, il dolore e la morte, per finire con l'elevazione al Divino rappresentata dal Campanile.

            Questa è la meravigliosa uniformità delle fabbriche della Piazza del Duomo, sublimi simboli di fede e tangibili testimonianze d'orgoglio civico e di pisana, mediterranea civiltà, oggi come ieri amministrati e curati con passione e competenza da una fabbriceria, l'Opera della Primaziale Pisana (www.opapisa.it), istituzione coeva alla Cattedrale, nata per la tutela e la salvaguardia dei monumenti. Una piazza unica per vastità, opere, significati e simbologie e che non si deve alla casuale successione di elaborazioni di pur brave maestranze ma al progetto unitario di un grandissimo quanto obliato architetto: Busketo. Questi volle riprodurre, con la disposizione di monumenti ed edifici, la costellazione della Bilancia - in latino Libra - parola che richiama una delle possibili origini del nome stesso della città, Pisa: qui, infatti, secondo Giovanni Villani, venivano anticamente pesati i tributi da portare a Roma. Similmente, qualcuno sostiene che sarebbe l'Ariete la costellazione riprodotta dalla posizione delle sacre fabbriche. Altra chiave di lettura del grande complesso religioso alfeo è la ricostruzione, con il Battistero, dell'Anastasis del Santo Sepolcro, nel solco della diffusa tradizione di erigere monumenti che ricordassero quelli di Gerusalemme.

            Una piazza che ispirò il Vate, Gabriele D'Annunzio, che la definì "prato dei miracoli" per la magnificenza dei suoi quattro monumenti: ancor oggi "piazza dei miracoli" è l'abusata e un po' turisticamente ridondante espressione che la identifica in Italia e nel mondo (senza contare il penoso svarione in cui incorrono anche tante guide turistiche, che la chiamano "campo dei miracoli", confondendosi con quel terreno in cui Pinocchio seminò gli zecchini d'oro...).

            La Piazza del Duomo di Pisa, proclamata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1987. Uno spazio immenso in cui la persona umana si perde e si ritrova, medita e gioisce, riposa e si rigenera, eredita e trasmette; a prescindere da età, cultura, credo religioso, stagione e stato d'animo.

            Un luogo unico per chi ha la capacità di comprenderne la magia... e talmente bello da impressionare anche le persone meno sensibili.

            Un luogo dell'anima.


    Bibliografia

    Itinerari Pisani - guida alla visita della città (Luca Bertini, Pisa 1999).

    Pisa - città di vele, di torri e di sogno (Francesco Capecchi, Pisa, 2000).


    Link consigliati

    Sito Ufficiale dell'Opera della Primaziale Pisana
    www.opapisa.it



    N.B. Le foto sono state ricavate dal plastico raffigurante la piazza del duomo presente al Museo delle Sinopie.